Federico Pacifici - L'Ascolto

Sassari, 2 & 3 Dicembre 2017

Il laboratorio


(Sbagliare è lecito. Se non a scuola, quando?)

L'Ascolto di sé, del partner, della eventuale audience e soprattutto di quelle indicazioni che impareremo a comprendere, date esplicitamente e implicitamente dagli autori dei testi che analizzeremo, proposti da ciascuno.

 

L’attore vive al minimo due vite contemporaneamente:

- quella più o meno conosciuta, simile per tutti che appartiene al reale.

- quella contratta nel tempo e sovrapposta alla prima che racconta la vita di un personaggio nel tempo breve di una rappresentazione e nella concentrazione che l’autore avrà voluto dare

alla vita del personaggio.

Qualcuno sostiene che durante il periodo di vita del personaggio, magari ripetuto tutte le sere, si verifichi una sospensione della vita reale così che, più si viva in palcoscenico, più si sospende la vita reale che poi si recupera nella somma degli intervalli, permettendo all’attore di vivere più a lungo degli altri mortali.

La seconda affermazione è probabilmente falsa, la prima ha sicuramente del vero.

Parlare, parliamo più o meno tutti, le bugie le diciamo più o meno tutti.

Recitare lo fanno in pochi, interpretare poi lo fanno in pochissimi.

Per accedere ad una disciplina tanto vasta quanto solo parzialmente documentata e documentabile, occorre acquisire gli strumenti codificati nel tempo e solo dopo, eventualmente, se se ne sente l’esigenza e se se ne hanno le capacità, si può tentare di rinnovarli o addirittura inventarne (scoprirne) di nuovi.

Accostarsi a ciò che si definisce comunemente recitazione implica la disponibilità a cercare e ritrovare i collegamenti tra corpo mente e voce, nell’ordine che si preferisce.

Da dentro a fuori o all’inverso.

 

I principali argomenti d’interesse per un incontro di un week end saranno:

- Rilassamento o concentrazione?

- Ascolto del partner di scena e della audience,

- Gesto,

- Spazio scenico,

- Tempo scenico,

- Memoria,

- Personaggio,

- Improvvisazione,

- Illuminazione (l'idea che sopraggiunge inaspettata),

- Regia.

 

- Eseguiremo esercizi per singoli e d'insieme come le schiere e i cluster (grappoli).

- Assisteremo ai pezzi portati a memoria e ne discuteremo, provandoli e riprovandoli e anche scambiandoceli.

 

Analizzeremo:

- Il rapporto tra i personaggi, i conflitti

- Il rapporto sia dell’attore che del personaggio con il pubblico

- La direzione della battuta

- Quale differenza tra la potenza del gesto e la potenzialità da esprimere

- La violenza, il segreto, la richiesta di perdono

- La menzogna o, quale verità

- Il racconto,

- L’ambiente scenico all’interno del palcoscenico o nella location dal vero

 

- Concluderemo tutti insieme con un esercizio (semplicissimo) a sorpresa.

Nella speranza che quanto precede possa essere utile a formare almeno spettatori più attenti.

 

Il docente

 

Federico Pacifici, diplomatosi all’ Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”  nel 1978, è un attore cinematografico e televisivo che vanta un lungo curriculum ricco di esperienze di respiro internazionale: fra le tante, lo ricordiamo nei film “The Bourne Identity”, “BORIS il film”, “La passione di Cristo”, “Diaz” e in varie serie TV, fra le quali la recente “Non Uccidere”, insieme a Miriam Leone.

 

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